"Mi dici cosa dovrei fare Cisco? Cosa dovrei fare, eh? Andare a vendere vestiti?" con chiaro riferimento al lavoro della sua migliore amica. "Dopo aver studiato una vita, aver lavorato per grandi testate, finire i miei giorni a fare la commessa o peggio a fare la babysitter?" volevo ferire lui e quell'ignorante della sua amica che tornerebbe in Egitto solo per vedere le sfingi (!).
"Dico solo che potresti trovare qualcosa da fare nel frattempo..."
"Mi spieghi anche volendo chi mi prenderebbe adesso nel periodo estivo?! Ho fatto tanti colloqui, sto aspettando delle risposte, conto di trovar qualcosa entro settembre..."
"Se lo dici tu..."
Come se per tutto questo tempo mi fossi girata i pollici, sono stata anche operata cazzo! Ieri sera mi è schizzato il sangue al cervello. Abbiamo litigato pesantemente al telefono. Non ha dormito, mi ha confessato stamane, peggio per lui.
Dovrei accontentarmi di un lavoro mediocre, secondo lui, come fanno in tanti. 'Accontentarsi' non è una parola contemplata dal mio vocabolario. Esigo il meglio e prima o poi qualcosa succederà. Voglio perseverare!
Mi ha contattata la mia ex capa per una collaborazione, sono tentata di tornare sui miei passi.
Stamane sono uscita con un collega conosciuto su faccialibro. Abbiamo un po' sparlato di questo e quel giornalista, mi ha raccontato che il caro caporedattore della radio che mi fece fare anticamera si droga e che basterebbe una telefonata da chi di dovere per fargli perdere il posto. Non è neanche assunto. Cose dell'altro mondo. Ecco perchè ebbe paura di me e del mio curriculum. "I giornalisti a quella radio li pagano 3 euro l'ora! Sono pazzi!" oggi mi rendo conto di aver fatto la cosa migliore a non aver accettato uno stage a gratis.
Settimana prossima colloquio col nuovo direttore di una testata milanese, mi presenterà un giornalista veterano specializzato in nera. Che non si dica che non mi sto dando da fare...potrei diventare una jena!

Pronta a tuffarmi nel mare magnum dell'editoria
Tanti lavori possibili, nessun lavoro certo. Promesse vane, nervosismo alle stelle soprattutto quando senti dire da un serafico Fox in diretta televisiva che il 2009 sarà l'anno dei gemelli. Successo strepitoso nel lavoro va dicendo da mesi. Sì, certo, tante proposte vedo roteare sopra la mia testa ma niente di concreto all'orizzonte, sembra regnare l'astratto. Tant'è che alle volte mi sembra di ragionar per assurdo enunciando lavori reali solo sulla carta. Ed in tutto questo navigar nel dolce mare dell'insicurezza tanti uomini di potere pronti a decretar il mio futuro...se solo si degnassero di farlo davvero.
Il mio attuale capo...che ancora mi deve pagare per l'ultimo evento fatto a Milano, è sparito, dopo la desolante telefonata che mi annunciava un secondo lavoro mancato, sperato sino all'ultimo. Spero in qualche altra chiamata, ma capite benissimo essere un lavoro precario.
Il mentore... che mi ha 'abbandonata' strada facendo, è però pronto a batter nuovamente il ferro. "Riprenditi dall'operazione il prima possibile, poi vediamo come muoverci...". Colloqui, ben tre, ai quali mi ha mandata lui: radio, mensile, società eventi sportivi, falliti miseramente sotto l'illusione della vana speranza.
Il direttore di una scuola privata per universitari americani...che qualche settimana fa mi ha proposto a bruciapelo di insegnare giornalismo ai suoi studenti. "Lo parli benissimo l'inglese vedo...quanti anni hai? che hai studiato? Mi porti il curriculum? Ho bisogno di una persona come te!" poi il silenzio. Presa dall'entusiasmo, qualche giorno più tardi, svaligiai mezza libreria del centro di Milano acquistando una decina di libri sul giornalismo per prepararmi a dovere...ma sino ad oggi nessuna telefonata, ed i giorni passano inesorabili. Sono tornata a trovarlo nella sua scuola perchè in fondo quel lavoro non mi dispiacerebbe affatto, ma non c'è mai. Ho inviato e-mail alle quali non ha mai risposto. Mi dico che forse sta aspettando che le lezioni di questo semestre finiscano. Che mi chiamerà a luglio per confermarmi il lavoro che inizierà a settembre o ad ottobre. Fantastico molto, troppo, sulla cosa. Ho paura di essere stata presa in giro, ancora.
Un comico...di una tv privata che cerca una donna col cervello per un suo programma. Ho inviato cv, foto, sembrava volesse prendermi. Poi il silenzio.
Un collega fino a due settimane fa sconosciuto...che ho incontrato su faccialibro e che mi ha teso la mano inviando il mio cv ad un noto quotidiano milanese. (Ancora non è dato sapere niente).
Il caro zio parlamentare con tre case e quattro garages...che sicuro di non poter fare una brutta figura con il curriculum della sottoscritta pare voglia degnarsi di raccomandarmi a qualcuno. "E' da tanto che ci penso di sistemare Suspence!" ha detto a mia nonna settimane fa. "Suspence è iscritta all'albo, ha fatto l'esame, ha lavorato per grandi testate...ha bisogno di un posto fisso, magari alla Rai..." ha azzardato la cara nonna che fa i miei interessi da sempre. "Vedremo, dopo le elezioni..." ha sentenziato.
E Suspence che fa? Spera...spera che qualcuno le dia una mano per trovare il suo dannatissimo posto al sole, pregando che nessuno le passi avanti in questa giungla di figli di, amanti di etc..etc...
Da settembre con la mia vera identità aprirò un blog accessibile a tutti i miei contatti facebook (quelli del profilo reale), tra i contatti posso annoverare direttori, caporedattori e redattori di importanti testate della carta stampata, di radio e televisione. Spero, così facendo, di essere notata nel mare magnum dell'editoria.
Per tutta l'estate preparerò delle inchieste da sottoporre, a partire da settembre, a chi mi vorrà leggere sul nuovo blog. Non abbandonerò questo su splinder, sulla mia vita privata, ci sono troppo affezionata, è stato e sempre sarà la mia unica valvola di sfogo ma è tempo di gettarsi nella bolgia dell'informazione telematica con nome e cognome, con un viso, come una persona reale e mostrare le palle. Solo così, forse, riuscirò a trovare un lavoro.
La disperazione che si impossessa delle mie membra un venerdì pomeriggio, sola in casa, in preda al panico. Un prurito insopportabile nelle parti intime e l'ennesimo groppo in gola di chi vorrebbe urlare, maledire il creato per questa instabilità fisica che da molto, troppo tempo, mi porto dietro. Un silenzio surreale interrotto di quando in quando dai miei lamenti sommessi. E poi, finalmente, la luce vedendo Cat varcare la porta di casa con tutto l'occorrente per riportarmi alla vita: pomate, spray e pasticche al cortisone.
"Tesoro, non piangere, è una infiammazione cutanea. E' normale che si infetti un pò tutta la parte, sei stata operata!"
Mi sono lasciata trasportare dalla sua dolcezza. Più mi accarezzava più mi sentivo in pace con me stessa.
"E' tutto collegato, ricordi? Vedrai che starai meglio appena ti stabilizzerai.." la sua voce tenera un elisir di lunga vita.
Stamane, dopo aver parlato a lungo della mia salute ma soprattutto della mia situazione lavorativa mi ha inviato questo sms:
"Gesù vuole il presente tuo stato. (...) Che importa se tu non ci vedi la luce in questo? Tu non devi vederla poichè questo è il meglio per te". San Pio da Pietrelcina
"Non la sopporto! Non la sopporto più..." ha sentenziato Cisco al telefono qualche giorno fa. Ho tirato un sospiro di sollievo compiaciuta di sapere che sia arrivato in breve tempo alla mia medesima conclusione sulla tipa della compagnia che si autoinvita dappertutto e batte sul tempo gli altri su viaggi/impegni.
"Perchè pensi che non sia mai venuta a vederti lavorare al circolo la domenica? Non ho bisogno di farmi amica una persona del genere..."
"Dovresti vedere il solco che fa con le altre, le prende una ad una, le porta in giardino e si sfoga sui suoi problemi, non prima di avergli chiesto cosa faranno questa estate e come vanno le loro storie d'amore...insopportabile!"
Ho annuito vittoriosa. Speravo che il tempo, in qualche modo, potesse mostrargli che razza di persona è.
"Vuoi saperla tutta su come è andata questa estate? Una coppia voleva andare in Sardegna, lei si è autoinvitata e a ruota ha chiesto ad altre coppie, ben due, di unirsi a loro, così...senza remore, veramente da..."
"Maleducati...lo so - ho sentenziato, interrompendo il fiume in piena delle sue parole - ma cosa vuoi? Presumo abbia sempre fatto così fino ad oggi!"
"E poi i discorsi che mi ha fatto...mi ha confessato che la psicologa le avrebbe consigliato di capire se il mio amico (suo moroso) è veramente l'uomo che fa per lei oppure no!"
"Ti ricordo che la prima volta che siamo uscite insieme mi ha detto che non lo amava affatto!"
"Ma che persona è?" mi ha chiesto basito.
"Una donna insicura, che non sta bene mentalmente e che spera così facendo che qualcuno di noi vada a dire al tuo amico che lei non lo ama per farsi lasciare... perchè da sola non è capace..."
Suspence ha sempre ragione sulle persone.
Aggiornamenti dell'ultima ora: Una coppia di amici si è lasciata, dietro a questa separazione ovviamente c'è lei!

Umiliata da colui che credeva essere, ancor prima che un collega, un amico. Appuntamento con un ex collega del giornale per cui lavoravo fino a non poco tempo fa all'interno di una importante fiera di moda.
Un fugace bacio sulla guancia, alcuni passi e poi il gesto penoso.
Ha afferrato il mio pass al collo ed ha cominciato a leggere ad alta voce desideroso di trovar 'qualcosa'. Sono esplosa come una furia capendo subito il suo pensiero.
"Cos'è il direttore ti ha chiesto di controllare? Ma che pensi che sia entrata alla fiera spacciandomi per giornalista del giornale?! Ma secondo te? Sarei il tipo? Sono entrata come giornalista del giornale della mia ex capa".
La sigla riportava il nome del giornale della mia ex capa per la quale ho persino diretto il giornale più di un anno fa. E dalla quale avevo ricevuto l'ok per confermare la mia presenza agli addetti ai lavori della fiera.
Ha fatto decadere il discorso. Ma tanto è bastato per farmi sentire una vera nullità, umiliata proprio nel mio orgoglio più vero, quello di essere giornalista.
Per l'occasione, ho persino fatto da interprete al caro collega, (visto e considerato che non conosce la lingua inglese), senza ovviamente essere retribuita. Mi sono sentita usata e mortificata.
"Suspy, fai finta di niente, non puoi permetterti di perdere la sua stima!"
"Ma perchè tu pensi che una persona del genere provi stima nei miei confronti?" ho chiesto basita a mia madre.
"Suspy, tutto fa, pur di farsi richiamare al giornale, no? Adesso sa persino che parli benissimo l'inglese. Non te lo inimicare per carità..."
"Ho una dignità per dio, che lui ha calpestato con i suoi piedi!"
A distanza di diversi giorni il suo gesto mi brucia ancora. Ma sto cercando di farmene una ragione. Sono sottovalutata in tutto. Pensava forse che non sarei mai potuta entrare?
"Un mio collaboratore è rimasto fuori - mi ha detto d'un tratto - perchè non ha il tesserino."
Il pensiero che il suo collaboratore sia un ragazzo poco più piccolo di me non ancora giornalista pubblicista mi ha mandato in bestia.
Ad una conferenza stampa con un noto ex calciatore è comparso all'improvviso il direttore del mio ex giornale, non mi ha degnata di uno sguardo. Non ho parole, non ho semplicemente più parole. Sono stanca. Stanca di darmi da fare e non trovare un lavoro. Stanca di essere sottovalutata.
Se a me succedeva una cosa così, del tipo essere ferito nel mio orgoglio professionale, dopo tanto aver faticato e sputato sangue e mangiato merda per essere nel lavoro quello che sono, e quello che ho sempre voluto essere io non avrei detto niente, e me ne sarei tornato a casa con i suoi testicoli in tasca però :). Io la penso come tua madre, a volte bisogna davvero fare i conti e calcolare queste cose ma se uno ferisce il mio orgoglio io semplicemente perdo le staffe, temporanea incapacità di intendere ma molto chiara quella di volere (i testicoli altrui) ;P
Adesso io la butto lì ma.....Londra è a 1 ora e 40 minuti di aereo, se tu vai a trovare lavoro come, chessoio, corrispondente di moda in italia lassù ma anche se non fosse di corrispondente di moda.....
è a un'ora e 40 cioè ti potresti fare anche tutti i week end dalla mamma no? E per la spagna stesso discorso, tempo fa ho visto di un ragazzo che ha fondato un giornale tutto suo.....ma vabè...
PS: ovviamente sarò il primo che assumerai in una situazione del genere ;P
tieni duro
anzi sai che ti dico: non tenere duro, manda l'italia affanculo e vattene, mica tanto distante eh, basta scavalcare la sardegna....o la manica......l'importante è che ti ricordi di portare con te tanti testicoli ;P Robi

Tra gli invitati al compleanno della mia collega, sabato scorso, c'era persino il caporedattore della radio dove tempo fa avevo fatto il famoso colloquio. Quel bastardo che mi fece fare anticamera per non so quanto tempo e che mi liquidò ben presto non dopo essere rimasto a bocca aperta sentendomi elencare tutte le mie esperienze lavorative. Ma il badget era pari a zero, mi veniva offerto una sorta di stage a gratis e quindi me ne andai con le pive nel sacco. Io volontariato non lo faccio. Se lavoro, mi paghi.
Mi osservava con interesse sabato sera, sconvolto di trovarmi lì, di vedermi colloquiare amichevolmente con questo o quel giornalista e spengere persino le candeline della torta. Sconvolto ancora una volta che facessi parte del giro, che conoscessi tutta quella gente mi osservava cercando il mio sguardo forse per essere salutato. Ho fatto finta di niente, non considerandolo minimamente. L'indifferenza è l'arma migliore. C'è una cosa che però lui non sa, che nel frattempo mi sono fatta amica un suo collaboratore, la prossima settimana ci uscirò insieme per un caffè, tanto per farmi conoscere meglio.
Chissà, un domani potrebbero aver bisogno, sarei molto contenta di rispuntare all'orizzonte per reclamare un posticino. Il collaboratore ha la mia età e non è neanche giornalista pubblicista. Ho indagato a lungo su di lui, tramite il massone e chattando col diretto interessato su fb, la cosa mi ha lasciata senza fiato. Ma come? Lui che non ha qualifiche lo fai lavorare in radio, ed io che ho un curriculum chilometrico, mi offri uno stage senza retribuzione? Forse perchè sono una donna, forse perchè non sono raccomandata? Mi verrebbe voglia di spaccare la faccia a quella grandissima testa di cazzo.

"La smetti di guardare gli altri uomini? Mi dà fastidio!" mi stava a guardare impettito, stretto nella sua camicia di lino verde - di una taglia più piccola per mostrare la prestanza fisica - pronto a sentirmi proferire qualche infamia sul suo conto, infamia che non è tardata a giungere.
"Non stiamo mica insieme scemo, guardo quanto mi pare e osservo anche le donne che ci sono stasera, così ti trovo il famoso chiodo che scaccerà definitivamente il tuo chiodo fisso: la tua ex!"
"Il mio chiodo fisso sei tu, scema!"
"Ma smettila e bevi il tuo cocktail in silenzio!".
La terrazza pullulava di giornalisti accorsi da radio, tv e carta stampata di tutta la lombardia per il compleanno di una mia collega. Messa alle strette e ritrovatami all'ultimo minuto su come andare, con chi andare, ho pensato al massone. La nostra amicizia ultimamente si è saldata sempre più. Ci troviamo bene insieme. Lui ha bisogno di tenere la mente sgombra dal passato, io di compagnia per andare ad eventi mondani della city con qualcuno che bazzica indisturbato il mio mondo. Non se lo è fatto ripetere due volte, entusiasta di seguirmi, sabato scorso ci siamo dati appuntamento per le 22 in punto davanti al locale.
"Guarda chi c'è...quello proprio lo odio, pensa di essere il migliore su piazza!"
"Come sei acida..."
"Normale amministrazione tesoro, credi che noi donne riusciamo ad odiare soltanto le nostre simili che si atteggiano a prime donne pur senza esserlo? Gli uomini che si credono arrivati sono persino più patetici!"
"Io invece non sopporto quello là - mi indica, poco distante, un'altro giornalista - ha una miriade di raccomandazioni..."
"Vedi? E poi sarei io l'acida!!" sono scoppiata in una fragorosa risata che ha attirato l'attenzione di un mio ex collega, il Bebo, che riconosciutami di lontano si è avvicinato per salutarmi. Mi ha chiesto si seguirlo in un angolo.
"E il tuo moroso? Ma lui lo sai chi è? Come torni a casa dopo?"
"Il mio moroso stasera lavora, lui è (nome e cognome), un mio amico - ed ho aggiunto ammiccando - massone che dopo mi accompagnerà a casa, contento?"
"Mmmm...lo so chi è, lavora per l'assessore (beep) se c'è lui stasera vuol dire che vogliono sapere qualcosa, ci spiano..."
"Ma smettila Bebo, ma quante canne ti fumi? Gli ho detto io di venire, non sapeva neanche cosa avrebbe trovato al suo arrivo."
"Se lo dici tu..."
Mi divertiva vedere titubante il Bebo lanciare occhiate tremende al povero massone che seduto al tavolino alle mie spalle sorseggiava indisturbato il suo jack&coca.
Ben presto la torta con quaranta candeline ha fatto il suo ingresso sulla terrazza gremita di persone. Non lo avrei mai creduto, ma molto dolcemente la mia collega mi ha presa per mano ed ha voluto che anche io spegnessi le candeline. "Sei una donna gemelli anche tu, soffia con me!" Ed ho soffiato ai suoi primi 40anni. Sperando in cuor mio di raggiungerli il più tardi possibile.
"Ti ho fatto un po' di foto con la tua macchina fotografica mentre spengevi le candeline!" mi ha detto il massone non appena sono tornata al tavolino. Foto che attualmente popolano il mio album sul mio vero profilo di faccialibro.
Espressioni vergognose, ma divertenti, avevo davvero bisogno di svagarmi un po' e di 'far presenza' nel mio mondo, anche solo per far vedere che ci sono, Suspence esiste signore e signori ed è alla ricerca di un piccolo posticino, senza molte pretese.
Giovedì serata con le ragazze della compagnia di Cisco perchè, ve lo ricordo, mi fa piacere uscirci ma solo di rado, e siccome già una volta abbiamo fatto una uscita di sole donne divertendoci un mondo, perchè non bissare? Quello che non sanno è che il locale scelto è a cinque minuti dal quartier generale del mio amico massone che, quella sera, verrà a trovarmi con qualche amico.
"Tesoro, non mi scappi, devo presentarti ad un gran maestro!"
Suspence si appresta ad entrare in Loggia. Mah!
"Che ne dici di venire a stare da me per un po' dopo l'operazione? Sarebbe una simil-convivenza e poi mi prenderei cura di te durante la convalescenza..." gli occhi di Cat a 24 ore dall'intervento non ammettevano risposta negativa.
Scombussolata da quella richiesta, ho accusato un inesistente dolore acuto nel sedere, riuscendo a cambiare discorso. Quella richiesta mi aveva lasciata basita, legittima per carità, ma da parte mia mai pensata, mai cercata, mai voluta.
Mi metteva a disagio che avesse anche solo potuto pensare una cosa del genere. Mi vedevo proiettata in casa sua con valigie, gatti al seguito, priva della mia libertà d'azione e mi sono sentita in gabbia.
24 ore dopo non mi ha lasciata sola un secondo, neanche in sala operatoria, ha indossato il camice verde ed ha assistito all'intervento. L'ultima cosa che ricordo prima che mi addormentassero è la sua mano sulla guancia. Il primo ricordo post operatorio la sua voce che mi chiamava per destarmi dal sonno profondo. "Suspy, Suspy svegliati! E' andato tutto bene, non ti preoccupare." Mi veniva da piangere, vederla preoccupata, con gli occhi tristi con la sua mano perennemente nella mia è stato confortante e anche doloroso. E' stato allora che ho capito che non potrò mai essere ciò che lei desidera. Ne ho provato una pena interiore indescrivibile. Sarò sempre una donna a metà per lei, quanto ne soffrirà? Me lo chiedevo mentre mi adagiavano sul lettino della camera. Ho chiuso gli occhi e mi sono lasciata trascinare dall'effetto dell'anestesia che come una donna sinuosa mi richiamava desiderosa a sè.
Poco a poco l'anestesia mi ha abbandonata e un dolore acuto ha fatto capolino laddove mi avevano appena operato. "Mi brucia, Cat! Troppo!" antidolorifico in vena e poi un'altra soluzione per tirarmi su, avevo persino provato a camminare, ero quasi svenuta. Verso le 19 sono tornata a casa. "Vuoi venire da me?" ancora una volta quella proposta.
"Cat, ti prego rimani tu da me, ti va?" ha annuito stringendomi la mano. Per due giorni mi ha vegliata, spronata a camminare, ad andare in bagno e aiutata a prendere le medicine (me ne hanno date 6 diverse).
Ieri mi sentivo pronta al grande passo, ovvero uscire da sola, sono andata a comprare una collana di Dolce & Gabbana a Cisco per un anno insieme che festeggeremo domani. Ho camminato a lungo, il dolore sta piano piano scomparendo.

E proprio ieri, mentre tornavo a casa dal gioielliere, ho trovato sotto al portone di casa intenta a suonare un campanello una mia collega con problemi psichici con la madre. Pensavo fosse venuta a trovarmi, sapeva che mi sarei dovuta operare ed invece era lì per vedere una casa in vendita.
La madre nonostante la figlia abbia tentato il suicidio tre o quattro volte vuole comprarle una casa affinchè possa viverci da sola. Il grande limite degli handicappati e dei loro familiari è il non rendersi conto di esserlo e di pretendere in certi casi di voler a tutti i costi fare le persone normali mettendo in pericolo, magari, la vita degli altri. Non bastava il cocainomane del piano di sotto, no, adesso persino la suicida!
La mia mente ha partorito immediatamente un nefasto epilogo, lei che ritenta il suicidio magari col gas ed il palazzo che va a picco con me dentro. Per quanto possa essere insano anche da parte mia pensare un finale del genere, per quanto possa essere fantascientifico, la precauzione non è mai troppa così ho sentenziato: " Ah, l'appartamento del piano terra sì, ma vi hanno detto che costa così poco perchè le mura sono tutte marce? C'è persino da rifare il vespaio, sapete noi del condominio lo sappiamo bene, non basteranno 50mila euro in più per rifarlo..." (ed è vero!)
"Meno male abbiamo incontrato te Suspence..." hanno risposto rincuorate le due donne aspettando comunque l'agente immobiliare per poter vedere l'appartamento che per altro so essergli piaciuto molto. "Strano, non si sentiva cattivo odore..." mi ha detto la madre al telefono.
Una cosa è certa, se quest'altra pazza entra nel palazzo, io me ne vado davvero e di filata!!!

"Non dire mai ciò che stai per fare" osava avvisarci il filosofo Pittaco di Mitilene ed in questi anni devo dire, tale massima è stata a tutti gli effetti il mio marchio di fabbricazione.
Ma come - mi chiedo - non rispondere a domande incalzanti da parte dei soliti curiosi sul tuo imminente futuro lavorativo? Soprattutto adesso che sei diventata famosa per essere la giornalista numero uno della Milano fatta di eventi mondani. Quasi impossibile, se quei curiosi cercano di estorcerti notizie mentre sorseggi un martini dry comodamente seduta in un pub. Priva di difese, con le spalle al muro e con un forte ego che finalmente vuole esplodere in tutta la sua potenza. Comunichi i tuoi prossimi passi venendo meno al tuo diktat. Che sarà mai? ti dici - ormai è tutto fatto, sono una donna in carriera.
Roba da medioevo, diranno i miei lettori, l'essere scaramantici o il credere alle jettature di un prossimo invidioso colpito dal morbo del "mal d'occhio", leggasi malocchio. Eppur ritorno indietro con la mente e penso a quante cose ho fatto e raggiunto col silenzio. Senza sponsor, senza proclami, me stessa e l'obiettivo.
Un lavoro perso per averlo decantato ai quattro venti, questo è successo. Tutto sembrava perfetto. Io che vado a ringraziare il mio ex collega al giornale per l'intercessione, il capo che mi dice: "Tieniti pronta per la prossima settimana!" e poi il buio di un sms. "Suspence, purtroppo ci sono stati dei problemi interni, il progetto che dovevi supervisionare è saltato!"
Se solo dicessi ad un ristretto gruppo di persone che voglio comprarmi una macchina, non ci riuscirei. Se solo dicessi che ho intenzione di risparmiare tutti i miei soldi, sicuramente li perderei. Così, avevo finalmente detto di aver trovato un lavoretto sicuro e l'ho perso. Una punizione divina? Un karma avverso? Ho peccato di superbia ed ho pagato. Adesso mi chiedo quale sarà la mia prossima mossa per riuscire ad arrivare alla fine del mese.
Per il momento sono a casa in attesa dell'intervento chirurgico. "Mi rifanno il buco del culo" vado dicendo tra amici e parenti allibiti. "E' una retto plastica, alla moda! C'è chi si rifà la vagina, io mi rifaccio il culo..." per poi sentirsi dire le peggio battute persino da mia sorella. Sanno che scherzo e se la stanno ridendo di brutto, sono lo zimbello della famiglia. Cisco pare invece affascinato dalla cosa: "Quando te lo sfonderò sarà come nuovo!" Ah gli uomini!
Intanto ho inviato una e-mail al mio ex collega chiedendo un SERIO aiuto. Aspetto risposta.
Mi dispiace davvero tanto pippi....certo che questa è proprio sfiga però.....inboccalupo per l'operazione, non è da tutti potersi rifare il culo dopo tante inculate prese! (inculate metaforiche, s'intende) ;P Robi
Mi sento felice. Strano a dirsi. Mentre cantavo Halo di Beyoncè atteggiandomi a diva consumata per la casa (lo facevo quando ero adolescente) mi sono osservata allo specchio e per la prima volta, in vita mia, mi sono trovata fantastica. Non mi era mai capitato di pensare alla possibilità di fermare il tempo, ma se davvero potessi vorrei vivere ventinovenne per il resto della mia vita. Matura al punto giusto con un bagaglio di esperienze alle spalle di tutto rispetto - fisico ancora mozzafiato (chissà per quanto altro tempo), un cuore che ha sofferto per amore ma si è saputo rialzare più di una volta, un carattere marcato, marcio che possa essere, ma forte nelle fondamenta - un futuro, spero tutto in salita nella carriera professionale ed infine, soddisfazioni e obiettivi tanto attesi nell'adolescenza finalmente raggiunti.
Mi guardo allo specchio ancora una volta e cerco di intravedere tra le nebbie del tempo il viso di quella Suspence diciassettenne che soffriva in silenzio nella sua camera da letto, insicura, timida, inconsapevole della vita ma con una grande forza d'animo che l'avrebbe portata piano piano fin qui. Non mi amavo, non mi stimavo, oggi non provo più paura di niente ed affronto le difficoltà a testa alta. Uno stato di grazia che cela ancora qualche piccolo timore da adolescente, perchè in fondo siamo tutti dei perenni ragazzi alla ricerca della felicità, eppure da qui, da questa consapevolezza finalmente raggiunta mi sento in grado finalmente di spiccare il volo.
I love Suspence!
Era ora, io da quel dì che cerco di fartelo capire.....Sarà meglio che sfruttiamo la cosa o no? ;P Robi
"Signorina, ha un intestino bellissimo, pulito, vedo con piacere che ha seguito le istruzioni pre-colonscopia"
Silenzio. Ovviamente da parte mia, mentre Cat mi teneva la mano e la sonda si faceva strada, lentamente, nel mio deretano. Sinceramente, di sapere di possedere un intestino bellissimo, in quel momento era l'ultimo dei miei pensieri, il fatto, poi, che avessi seguito tutte le istruzioni ed ingurgitato ieri quattro litri di 'selg-esse 1000' una soluzione per evacuare l'intestino (e quando dico evacuare intendo non solo dal sedere ma anche dalla bocca), beh me lo ricordavo eccome. Vomitare anche l'anima non è stato il massimo della vita. Sono dimagrita tipo 4 kg in meno di 24 ore. Cose mai viste. Stamane quando Cat è venuta a prendermi a casa, si è impaurita, a stento riuscivo a fare le scale. Pallida in viso mi sentivo svenire. Non mangiavo da diverse ore.
"Sì, vedo ragadi e polipi nel primo tratto....adesso gli facciamo una bella fotografia!" lo avrei ucciso.
E poi, d'un tratto un dolore lancinante, la sonda aveva raggiunto la prima curva dell'intestino, mi sono messa ad urlare, stringendo la mano di Cat: "Basta, vi prego, bastaaa!" E si sono fermati. Cat mi accarezzava il viso imperlato di sudore facendomi coraggio.
"Ok basta, non c'è altro nel tratto da quanto posso vedere..." lo avrei voluto uccidere.
Appena uscite dall'istituto, Cat mi ha portato a mangiare nel mio ristorante preferito di Milano. Ho ingurgitato tutte le portate come non avevo mai fatto in vita mia. Il cibo ha un sapore diverso se sei costretto a non poter mangiare per un lungo periodo.
La cosa più importante è che adesso sono pronta per l'intervento.


- "L'intestino bellissimo!" MA VAFFANCULO!! -
Una operazione fissata per il 3 giugno, un giorno dedicato all' elettrocardiogramma e all'incontro con l'anestesista fissato per il 25 maggio e una colonscopia prenotata in fretta e furia stamane, insieme a Cat, per il giorno 21 maggio in una clinica a pagamento. Disturbo della struttura ad 'entrarmi nel sedere con una sonda', 350 euro. Ma tant'è non posso rimandare l'operazione, sono proprio grave a quanto dicono, rimanere in questo stato ancora per un po' sarebbe solo un tormento.
Stanotte non ho dormito a causa del dolore alle gambe. "Dopo l'operazione ti porto da un amico di papà che si occupa di vene e una volta per tutte ci facciamo un'idea sulla tua situazione circolatoria" ha detto Cat sollevata.
Intanto ieri sera ho versato tutte le lacrime che una settimana fa avevo tenuto a bada con Cisco. Da ieri ha cominciato a fare aperitivi all'interno del circolo dove si ritrova con i suoi amici. A mio parere una scusa in più per non vedersi la domenica sera e stare con loro (dalle 17:30 alle 22 sarebbe irreperibile) a parer suo un modo per mettere da parte qualche soldino per andare a stare con me... e mentre lo diceva, la scorsa settimana, piangeva disperato.
Così, ieri sera a questo pseudo-ritrovo c'erano tutti, proprio tutti, una sessantina di persone tranne me ovviamente.
"La prossima volta, amore, vieni anche tu!" ha azzardato triste.
"Neanche morta!" gli ho risposto facendo decadere il discorso.
Ho pianto tutta la sera per la mia cattiveria. Perchè ce ne vuole davvero ad essere delle teste di cazzo come la sottoscritta con chi ha la sola colpa di amarti senza riserve. Perchè sono così? Perchè? Più me lo chiedevo più piangevo. Sarà stato forse quel maledetto test trovato su facebook sui disturbi della personalità che mi ha dimostrato realmente il mio problema? Non saprei. So solo, che mi sento una asociale. Il disturbo avrebbe un nome: schizofrenia, una modalità pervasiva di distacco dalle relazioni sociali ed una gamma ristretta di espressioni emotive, in contesti interpersonali come il:
1) non desiderare né provare piacere nelle relazioni strette, incluso il far parte di una famiglia
2) quasi sempre scegliere attività solitarie
3) provare piacere in poche o nessuna attività
4) non avere amici stretti o confidenti, eccetto i parenti di primo grado
5) mostrare freddezza emotiva, distacco o affettività appiattita
Io mi ci rivedo eccome. Ma al di là di questo mi fa paura la mia cattiveria. Adesso più che mai. Non voglio perdere Cisco.
Uno è matto solo se si convince di esserlo...stai serena e pensa all'operazione...il resto è storia...
baci Ale
Tesoro, non puoi neanche immaginare quanto mi siano state d'aiuto le tue parole tempo fa... e quanta forza m'infondano molte delle cose che hai scritto e che scrivi sul tuo blog! Questo è solo il minimo che io possa fare per te... sai, quando leggendoti ho appreso che in passato non avevi amiche, mi sono commossa... Ti conosco solo attraverso ciò che scrivi, ma ti considero un'amica a tutti gli effetti.. quindi, per qualsiasi cosa, non esitare.. MAI! :) Baci baci :* M
Ma va là.....secondo te un test su facebook è in grado di inquadrarti psicologicamente? Io non credo proprio, non mi pari un a-sociale, proprio per niente.....Io ne ho fatto uno ieri se il livello generale di serietà dei test è quello, immagino che gran diagnosi psichiatrica ti abbia fatto......mica ti devono stare simpatici tutti per forza....puoi anche tu andare a fare l'aperitivo con le tue amiche quando lui non c'è no? e se proprio ti senti una """""""schizoide""""""" (nota le molte virgolette...) magari la prossima volta invece di rispondere a un invito di cisco: "PUAH! NEANCHE MORTA!" si potrebbe dire un qualcosa come "boh no... non mi va...." e magari iniziare una tanto pacifica quanto costruttiva discussione in merito....no? boh forse sarò io che ho un modo fiorellinoso di vedere le cose... ma non mi pare tanto difficile......Robi
Ora di pranzo. Ho aperto la porta e non appena è entrato mi ha vista intenta in cucina a preparargli qualcosa da mettere sotto ai denti. Non ce l'avrebbe mai fatta a tornare a casa dopo quel nostro breve incontro e mangiare qualcosa.
"Che stai facendo?" mi ha chiesto entrando in cucina visibilmente turbato.
"Il pranzo, dovrai pur mangiare qualcosa, no?" si è messo le mani sul viso ed ha cominciato a piangere come i bambini.
"Ma che piangi? Non c'è bisogno di piangere...su mettiti a tavola."
"Piango perchè sto male, non ho dormito un cazzo stanotte, ho paura di perderti..."
"Su da bravo mettiti a sedere.."
"No, non ho fame, mi si è chiuso lo stomaco!"
Allora l'ho fatto sedere con la forza sulla sedia ed ho cominciato a mangiare, mi guardava e piangeva.
"Mangia!"
"No!"
Ho provato ad imboccarlo, si è messo a piangere ancora di più.
Poi lentamente ha preso la forchetta e si è mangiato tutta la pasta che gli avevo preparato.
Dopo pranzo abbiamo parlato un po' ma non abbiamo risolto un granchè. Durante il pomeriggio mi ha ritelefonato altre tre o quattro volte, ero fredda, distante. Verso le 21 è piombato nuovamente a casa mia.
Ha chiuso la porta dietro di sè, l'ho fatto accomodare nella mia camera, si è seduto sul letto ed ha ricominciato a piangere.
"Eh ma allora è un vizio! La vuoi smettere di piangere?"
"Non ci riesco, va bene? Non ci riesco!"
Me ne stavo seduta sul letto con la schiena rivolta verso il muro e le braccia incrociate. Insopportabile, insensibile, mi divertivo persino. Doveva pagare tutto. Ero disposta, con estrema lucidità, a troncare lì la relazione. Perchè a 29 anni suonati una donna ne ha abbastanza di ripicche 'da bambini dell'asilo' da parte di gente che neanche conosce. Parlando, sono venute fuori cose che non sapevo, come il fatto che la migliore amica di Cisco si sia chiesta e gli abbia chiesto (diremo di proposito per supportare la mia tesi) per quale motivo tutta la sera fossi rimasta in un angolo. La deliziosa pulzella ha intenzione di mettere zizzania ma con me non avrà certo vita facile.
"E poi non l'hai neanche salutata al suo arrivo!"
"QUESTO CHI CAZZO TE LO HA DETTO, LEI??? Io l'ho salutata eccome, ma ti pare che io sia una persona maleducata fino a questo punto?"
"L'ho visto io che non l'hai salutata!"
"Beh allora comprati un paio di occhiali perchè io l'ho salutata chiedilo a (un suo amico)!"
Io quella stronzetta l'avevo salutata eccome.
"Senti, a me di discutere di queste stronzate non va per niente, quindi finiamola qui, arrivederci e grazie, ma guarda te se a quasi trent'anni devo litigare col mio uomo per stupidaggini simili montate ad arte da una cretina invidiosa pronta a metterci l'uno contro l'altro! Vattene, su vattene e non ti fare vedere più, adesso capisco perchè nella tua vita hai avuto brevi storie e comunque ricordati che quella che verrà dopo di me non appena si sarà resa conto del tuo branco, si comporterà come me se non peggio!"
"Quale prossima? Io voglio te, io ti amo!" piangeva senza sosta ed io lo spingevo verso l'uscita.
Poi non ricordo il passaggio successivo, ma tra un bacio e l'altro siamo finiti a letto. E per ben due volte abbiamo fatto l'amore. "Ho fatto la ruota come il pavone - ha detto abbracciandomi nudo sul letto - per la paura di perderti ho dato il meglio di me."
Il mio Forum sta morendo...mi prendo tanto cura di Bobble in Pet Society e non riesco a salvare il Forum di Probing Intelligence che rischia la chiusura per la protratta inattività nel tempo da parte mia e dei 38 membri. Facciamo qualcosa. Scrivete, anche cazzate ma salviamo il Forum, altrimenti andrà perso tutto. Grazie
http://probingintelligence.forumattivo.com/index.htm
Una mattinata trascorsa al mare per la prima volta in una spiaggia di nudisti, tanto per provare l'ebbrezza e un pomeriggio passato a fare l'amore come matti nel bagno di casa sua. Poi è venuta la sera, e con essa la cena a casa dei suoi amici pronta a guastare la serenità di coppia. Sono stata relegata in un angolo per tutto il tempo perchè ho avuto l'ardire di presentarmi con la mia nuova Chanel 2.55. "La sua borsa!" evidentemente non si ricordava proprio, la migliore amica di Cisco, che IO avevo espresso il desiderio di fare mia la chanel e che lei spudoratamente si era appropriata del mio sogno. Invidie, persino sul lavoro che ho trovato. Erano tutte un po' in disappunto che avessi organizzato l'ufficio stampa per l'evento del mese in città. Gongolavano ancora al pensiero che fossi disoccupata. E poi la corte serrata a Cisco da parte di quella che ogni volta cambia bandiera ed idea hanno decretato la fine della serata nel mio silenzio totale.
"Perchè non parli?"
"Perchè dovrei parlare?"
Una notte in bianco, la sua, non certo la mia.
Sms mattutini da parte di Cisco pronto ad analizzare le nostre zone d'ombra e la mia risposta al cellulare: "Non ne voglio sapere più niente di te!".
Ha minacciato di venire per l'ora di pranzo, ma non gli aprirò di certo la porta.
Mi sono proprio stufata.
L'ho visto comparire alla conferenza stampa stretto nel suo completo nero, un'ombra tra i giornalisti accorsi con microfono e telecamera per intervistare gli addetti ai lavori della rassegna per cui curo l'ufficio stampa. Lentamente si è diretto verso il palco del cinema cercando con gli occhi qualcuno.
Ero sicura di me nel mio gessato da lavoro, i capelli erano lucenti e lisci, il viso poco truccato come al solito ma delicato e radioso. Mi sono girata di scatto, battendolo sul tempo. Si è irrigidito non appena le mie labbra hanno cercato avide le sue guance. Si guardava attorno imbarazzato. Non pensava l'avrei fatto davanti a tutti. In fondo, ci siamo visti solo una volta prima della conferenza stampa, eppure sentivo di doverlo fare, caro amico di notti insonni trascorse a parlare di donne, sesso, politica, esoterismo etc su skype.
"E' un piacere rivederti" ha sottolineato dandosi un tono, aggiungendo: "non sono venuto per te bensì per lui" ha sussurrato indicando l'assessore presente all'evento, nemico giurato del suo protettore.
"Non avevo dubbi, ti mandano persino a fare la spia!" ho sorriso delusa.
"Lavoro!" ha sospirato alzando le spalle.
Ma non era venuto per lavoro. Mi sono seduta per prendere appunti sugli interventi degli ospiti. Con le spalle contro il muro, di lato, mi osservava scrivere in silenzio.
Di tanto in tanto entrava nella mia visuale di proposito per farsi notare, mi giravo e gli sorridevo fino a che come era comparso è scomparso non prima di avermi lasciato sul cellulare un sms di scuse per la sua partenza.
"Hai un sorriso dolcissimo" ha esordito la sera stessa nella nostra solita chattata su Skype "e vuoi sapere un'altra cosa? Oggi sono venuto solo per te."
Lo sapevo ma ho fatto finta di niente.
"Avrei bisogno di una donna come te, bella, intelligente..."
"Tu vuoi solo divertirti" ho sentenziato.
"Non è vero..."
"E' vero. Non hai ancora dimenticato la tua ex".
Ed improvvisamente da aspirante chiodo che scaccia chiodo sono divenuta confidente, amica e psicologa. Per quanto bello possa essere, per quanto intelligente possa essere, io ho già Cisco che amo profondamente, non c'è spazio per un'altra persona di sesso maschile, neanche per una breve avventura di sesso. Così siamo giunti ad un patto, tu che hai alte conoscenze dai il mio cv a qualcuno in Rai mentre io ti aiuto a riconquistare la tua ex, che è meglio. Un patto diabolico che sulla carta per ora sembra funzionare.
Le donne ne sanno davvero una più del diavolo!
"Tu devi farla ingelosire, fare finta, quando esce con te per tormentarti, di avere intrecciato una storia con qualcuno. Sorridi spesso mentre scrivi sul cellulare, fai l'assorto, vedrai come torna da te!"
Insegnamenti di base presenti nel dna di una donna, un po' più complessi per un uomo che ha a che fare con una donna.
"Tu pensi funzionerà?"
"Fidati!"
Da settimane non vedo gli amici di Cisco e sto bene. Ho accettato un invito a casa della coppia che vive a pochi passi dalla madonnina per sabato, ci saranno tutti. E tutti saranno orgogliosi di farci, meglio dire, farmi sapere che quattro coppie hanno già prenotato le vacanze in Sardegna tutti insieme appassionatamente. Figurarsi se avrei mai accettato una cosa del genere. Cisco ci ha provato anche a propormelo ma davanti a sè ha trovato un muro. "Noi non siamo all'acqua, loro sì, per divertirsi hanno bisogno di compagnia perchè non hanno più niente da dirsi, lo vuoi capire o no? Io e te invece dobbiamo scopare e per fare questo dobbiamo essere soli, senza nessuno tra le palle!" Evviva la sincerità.
Ho ordinato la mia nuova borsa dalla mia ricettatrice personale: chanel mantellassè 2.55. Accetto scommesse su quante della compagnia di Cisco dopo avermela vista accenderanno un mutuo per poterla avere.
"Ma tu non dovevi andare a vivere a Londra?" ho chiesto inebetita all'amica di Cisco trovata una sera in chat su facebook.
"E' più facile a dirsi che a farsi..." mi ha risposto.
Ne sono uscita con una prosopopea sulle sue capacità per invogliarla a togliersi dai coglioni. A quanto pare, dopo essersi licenziata (con i tempi che corrono è da pazzi), gli è venuto in mente di iscriversi all'università, chissà a chi ha copiato l'idea questa volta.
Non oso immaginare cosa succederà quando, presto, io e Cisco andremo a convivere...gli immobiliaristi di Milano dovranno ringraziare la sottoscritta per l'impennata di richieste per una prima casa.
Cara Suspy,
come stai?
Ho letto il tuo ultimo post e, come già successo con un paio di altri in passato, ho trovato irritante il modo in cui parli degli amici di Cisco.
E questo vale sia per quel che riguarda la forma che, ben più grave, il merito.
Sulla forma, scusa la franchezza ma quando parli di loro hai un tono da piccola donnetta pettegola che, ti assicuro, non fa onore alla Suspence che ho avuto il piacere di conoscere in questi anni di assidua lettura del blog.
Quanto invece al merito, sai bene che non è solo questione di simpatia/antipatia nei loro confronti. Il punto è che sei gelosa di Cisco: non sopporti l'idea che ci siano persone che sono nella sua vita da molto più tempo di te e che, seppur con differenti finalità, gli vogliono bene come gliene vuoi tu. Prima supererai questo ostacolo psicologico, che mi sembra solo tuo, prima potrai vivere la tua storia in modo sereno.
Un caro saluto
Avv. Giulio
Io voglio solo che questo rapporto non sia 'affollato', io sto con lui non con i suoi amici, voglio che mi tenga lontano da loro, dalle loro domande indiscrete, dalla loro curiosità morbosa, semplicemente questo. Certo, ogni tanto posso anche accettare una cena a casa di qualcuno di loro. Perchè no? Mi trovo bene in loro compagnia. Vorrei puntualizzarlo questo. Ma non una pizza il lunedì, un compleanno il martedì, un anniversario il mercoledì, la discoteca il giovedì, l'aperitivo il venerdì, il sabato tutti al mare appassionatamente....perchè finirei per spararmi in bocca la domenica. Tutto qui.
"Sono un uomo libero e di buoni costumi, Suspence". All'orecchio profano una frase senza senso o dall'alto valore morale a seconda di come la si voglia interpretare. All'orecchio attento e preparato una frase ricca di significato. Mi osservava serio, compunto, studiandomi a fondo, uno sguardo penetrante che scava dentro l'anima delle persone alla ricerca di un segnale.
Scuoto la testa, adesso, al pensiero che Tall in passato abbia cercato questi segnali invano all'interno di una cerchia di persone che con tutta probabilità non lo ha ritenuto degno della sua considerazione. E adesso quel segnale veniva rivolto a me dopo aver sostenuto per gran parte della serata, senza esitazione, una discussione sull'esoterismo. "Riconosco questa frase..." ho risposto sorridendo.
"Hai paura?" mi ha chiesto serio.
"Perchè dovrei?"
"Per noi 'essere libero' significa essere capaci di riflettere prima di fare propria un'altrui opinione, significa diffidare delle idee che vengono proposte, significa saper distinguere 'ragionando'.'Essere di buoni costumi' significa la necessità di aderire ad un insieme di valori come il rispetto assoluto del prossimo e la perfettibilità dell'uomo e riconoscere di dover lavorare per arrivarci. Volendo usare una parola chiave: 'E' costruire insieme un progetto di vita'".
"Da quanto sei massone?" la mia domanda a bruciapelo lo ha scosso percettibilmente, forse, in cuor suo, sperava non avessi ancora capito. Con quella domanda, rimescolavo le carte a mio favore.
"Da quattro anni...mi ha iniziato lui" mi ha detto indicando l'assessore milanese, al cui seguito da anni intraprende la sua carriera politica.
"Non pensavo fosse così facile scoprirvi..." ho aggiunto, vittoriosa.
"Perchè avrei dovuto nascondermi? Ne sai più di me, Suspence, in materia, l'ho potuto appurare e devo dire ne sono rimasto folgorato." Ha sorriso aggiungengo:"Lo sai che alcune logge accettano donne, potrei presentarti al maestro di una loggia. Il procedimento esige che una persona ritenuta idonea riceva, senza obbligo o vincolo di attenersi, un generico suggerimento a riflettere su tale prospettiva."
"Accetterei..." - ho risposto - "solo ad una condizione".
"Quale?"
"Di far parte della TUA loggia".
Ha fatto appena in tempo a guardarmi con complicità che l'assessore ha preso parola a capotavola intessendo le lodi del padrone di casa per l'accoglienza mostrataci. Ero stata in un salotto di potere per tutta la sera e lo sapevo. Avevo paura sì, soprattutto di dovermi vendere in quanto donna. Ma ciò non è accaduto e comunque non l'avrei permesso.
Mi ha aggiunta su facebook e da alcuni giorni la sera chattiamo su skype, lui ha la cam, io non l'ho mai avuta. Parliamo di tutto, persino di sesso. Mi affascinano i suoi modi, i suoi occhi azzurri penetranti che vorrei rivedere da vicino.
Ieri sera prima di andare a letto ha azzardato un: "Ma dove sei stata per tutto questo tempo Suspence? Perchè non ti ho conosciuta prima?" Domande che mi hanno irrigidita e fatto capire di stare giocando col fuoco. Non voglio illuderlo, ma allo stesso tempo mi sento attratta da lui. Stamane abbiamo persino litigato per gelosia. Assurdo, se si pensa che non ci conosciamo affatto. Mi sto legando a lui, ma su che basi? Più mi faccio domande più non trovo risposte. Mi vuole rivedere per un caffè. Ho glissato.
Mi pare che siamo pronti alla conquista del mondo. Stritolali. ;P
PS: e non farti stritolare mi raccomando ;P Robi
Farsi forza e stringere i denti sopportando il dolore fisico. Da alcuni giorni è diventato il mio diktat e la cosa che più mi sta sorprendendo è la mia forza di volontà a rispettare questo comandamento, non con rassegnazione ma ritrovato amore nella figura della mia persona, e con fiducia nell'aiuto degli altri. Il trucco sta nel non sentirsi soli e abbandonati a se stessi. Non so se devo ringraziare per questa forza d'animo misteriosamente trovata in me, le parole incoraggianti del mio ex vice-direttore: "Suspence, anche se sei una donna devi tirare fuori le palle" certo si riferiva al lavoro ma il concetto rimane immutato anche nei problemi di qualsiasi tipo e genere. Come non so se devo ringraziare allo stesso modo le parole di una donna minuta che in questi giorni ha compiuto 100 anni, donna di scienza e alta moralità che dalla televisione con tenacia ha detto: "Non abbiate paura delle malattie!" o sarà stato più semplicemente un passo del vangelo: "Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a se stesso, prenda la sua croce e mi segua. ..."
Ho porto le analisi ancora sigillate a Cat. "Allora, hai già letto il referto?" mi ha chiesto con sguardo dolce. "No, sono due giorni che ho le analisi ma non ho avuto il coraggio di aprirle dottoressa, aspettavo lei." Ero serena, sicura che non avrebbero trovato niente neanche dalla risonanza magnetica e con pace interiore mi avviavo a ipotizzare altrettanti problemi di salute che non fossero quelli che IO supponevo. Ed invece...
"Sì, Suspence, avevi ragione tu. E'tornato il disturbo di cinque anni fa. Con le altre analisi non si vedeva niente, ma con la risonanza a contrasto è stato un attimo!"
Mi veniva da ridere. Ero contenta. Mi diagnosticavano un'altra dannatissima vena varicosa dalle parti dell'utero stavolta ed ero contenta di non essere una malata immaginaria. "La sentivo, la sento! Ne ero certa!"
Ridevo mentre Cat maneggiava le analisi, ridevo mentre mi accingevo a comunicarlo a mia madre al telefono, ridevo mentre lo dicevo a Cisco ieri sera prima di andare al cinema. Basta lacrime, qualcuno mi aiuterà. "Ti consiglio di ritelefonare a Roma, ti hanno operata una volta, lo faranno anche la seconda! Ma fossi in te farei anche una angio tac tesoro, così vediamo tutta la mappatura di queste benedette vene!" mi ha detto toccandomi le gambe che mi dolevano.
Ho dolore 24 ore su 24 al basso ventre e alle gambe anche se mi imbottiscono di cortisone e pillole mirate per le vene ma sorrido perchè abbattersi non serve a niente. Ieri sera, mentre io e Cisco stavamo andando alla macchina dopo la fine della proiezione del film, ho notato qualcosa sull'asfalto. Un piccolo oggetto luccicante. Era una croce, l'ho presa tra le mani con forte emozione pensando ad un segnale. Sono pronta a portare la sua croce.
Un fine settimana cominciato con i fuochi d'artificio in una camera d'albergo a quattro stelle in una città sconosciuta a 130 km da Milano ma altrettanto conclusosi nel peggior dei modi, seduta sulla tazza del water a far diarrea. Da settimane ho dolori strani, momenti di sciolta intervallati da momenti di blocco totale. Il bruciore mi pervade ogni secondo sia nella vescica che nel retto. (scusate i particolari).
"Ahi!" il dolore arrivava fulmineo trovandomi impreparata.
"Cos'hai?"
"Niente, non ho proprio niente." Cercavo di 'soffrire' in silenzio e l'ho fatto finchè ho potuto, non volevo rovinare il fine settimana romantico a Cisco. Lo aveva voluto con tutte le sue forze un momento tutto per noi, lontano dal mondo civilizzato. Non potevo sentirmi male. E più lo pensavo più il dolore cresceva mentre eravamo a tavola per cenare in un romantico ristorante del centro città.
"Ti sei ammutolita, fai delle smorfie di dolore che mi fanno preoccupare, mi vuoi dire che c'è'?"
"Niente, ti ho detto che va tutto benissimo". Continuavo imperterrita con quella frase come a volerlo proteggere dal dolore che sentivo. Non volevo renderlo partecipe. Non volevo che si prendesse cura di me come aveva fatto al mare questa estate. Volevo solo farlo sentire bene.
Ma la frase: "Amore, stasera non me la sento di fare l'amore." l'ho dovuta per forza di cose proferire e mi sono sentita maledettamente in colpa.
Il giorno dopo viaggio di ritorno in silenzio. Non riuscivo neanche a parlare, appena aprivo bocca sentivo la necessità di rimettere. Un bacio fugace sulla guancia davanti al portone di casa mia lo ha destabilizzato del tutto. "Perchè non mi baci sulle labbra?" Silenzio. E' salito in macchina ed ha chiuso con rabbia la portiera, andandosene. Avevo bisogno di un letto caldo e tanto riso, niente altro.
"Me lo dovevi dire che stavi male! Ho pensato di tutto...che mi volessi lasciare. Perchè ti sei tenuta tutto dentro?"
"Dire che mi sono tenuta tutto dentro è un eufemismo..." ho abbozzato ridendo pensando alla diarrea.
"Perchè mi allontani quando stai male? Non è la prima volta."
"E' semplice, voglio proteggerti, non voglio venirti a noia, non voglio che pensi che sono una palla al piede."
"Ma tu pensi che io stia con te solo per il sesso?"
"Certo che no, ma mi spiace...lo abbiamo fatto solo una volta in questo week end da favola, mi sento in colpa..."
"Ma smettila Suspence. Noi due non parliamo, non parliamo mai...tu non sei mia amica, tu sei la mia donna e io voglio sapere tutto, proprio tutto nel bene e nel male."
E poi parlando è venuta fuori anche un'altra cosa che da tempo era divenuto un vero e proprio tabù.
"Pensi che non me ne sia accorto? Da mesi non...non vuoi che la mia lingua si avvicini alla tua vagina."
Ero imbarazzata.
"Sì, è che...l'ultima volta che l'hai fatto dopo poco è spuntato quel maledetto herpes e io...adesso, ho la fobia."
"Ok, va bene...ma almeno parliamone. Tu mi dai sempre tanto piacere amore, in mille modi, ed io è da mesi che mi sento bloccato con te!".
Ci ha fatto bene parlare. Gli ho promesso di dirgli sempre tutto sulle mie paure, sui miei mali, ma ho promesso a vuoto. Non voglio rovinargli la vita e renderlo partecipe dei miei casini di salute. E' come se il non lamentarmi con nessuno nè tantomeno con lui mi permetta di non pensarci e di conseguenza di non piangere dal dolore. Mi dà forza resistere, non abbandonarmi al male. E con la medesima forza mi ritrovo ad allontanarlo. In quei momenti vorrei essere sola e soffrire in silenzio.
"Quando porti le analisi alla dottoressa?"
"Mercoledì..."
"Bene, voglio esserci anche io!"
"No..."
"No un corno!!"
Intanto la tanto attesa telefonata di lavoro è arrivata, domani ho il colloquio ma è un semplice incontro per darmi direttive e farmi cominciare il più presto possibile, dovrò curare l'ufficio stampa di un importante evento qui a Milano. Si ritorna in pista!!

"Stai sempre con la biondina?" la domanda mi ha sorpresa in chat mentre ero intenta a concludere uno dei tanti test psicologici sul mio vero profilo di Facebook, dove per la prima volta appaio con nome, cognome e foto.
Sono rimasta interdetta per alcuni secondi pensando a chi mai potesse rivolgermi una domanda simile nella 'vita reale'! A lato della chat una piccola foto. Una matassa di riccioli neri incorniciavano il viso di una stupenda mora che con la mano destra si toccava il viso.
Guapa. Era proprio lei. Poteri della tecnologia. Basta un click per riprendere un discorso interrotto o mai intrapreso con persone del passato che hanno significato qualcosa per te o te per loro. In fondo non la stavo forse aspettando? Non volevo forse una reazione da parte sua? Non le avevo forse chiesto amicizia qualche giorno prima ricordandomi il suo cognome latino? (Presa dalla nostalgia del passato mi sono persino ritrovata a chiedere amicizia alla morosa di Juda e dopo poco a Juda stesso nel medesimo giorno. Perchè sotto sotto ci provo gusto a far sapere a Tall, via terzi, che mi sono rifatta una vita accanto ad un altro uomo, ma questa è un'altra storia...)
"No" ho risposto aspettando una sua reazione.
"L'hai fatta fuggire?"
"Ti riguarda qualcosa?"
"Facevo per parlare..."
"Stiamo chattando, non stiamo parlando."
"Ok, allora vediamoci e parliamo davanti ad un caffè, ti va? Sono a Milano."
"No grazie, non amo il caffè."
"Tu hai paura di me!"
"Io non ho paura di te."
"E allora perchè mi hai chiesto amicizia su fb se poi non vuoi neanche uscire per un caffè da buone amiche? Magari ricordando il passato? Ah...aspetta...hai una nuova compagna?"
"Esattamente!"
"Ed è bella come me?"
"Vedo che la tua vanità continua ad accompagnarti fedelmente Guapa!"
"Ho voglia di vederti..."
"Ed io no."
"Ricordo tutto di quel pomeriggio...il tuo sapore, le tue labbra."
"Io ho rimosso."
"Tu hai rimosso perchè sono scappata e non ti ho più cercata!"
"Perchè?"
"Perchè pensavo di aver sbagliato, lo sai. Ti ho ricercata."
"Ma era troppo tardi."
"Siamo sempre in tempo..."
"Non più!"
Ho tagliato corto inventandomi una riunione di lavoro.
Quella donna è una tentazione perenne. Ma io sono più forte di lei.
Saranno le medicine, ma spero che questo stato di grazia duri a lungo tenendo lontano, il più lontano possibile, il dolore che per il momento non si sa ancora con certezza da cosa sia causato. In settimana ho fatto la risonanza magnetica, la risposta è prevista per sabato.
Intanto, tra alti e bassi prosegue la mia storia con Cisco. Bassi causati ancora una volta dalla presenza un po' 'tanto' invadente dei suoi amici. Ieri dovevamo andare al mare con loro, ma tanto ho fatto e tanto ho detto che sono riuscita a spuntarla e portare Cisco a casa dei miei e proprio ieri pomeriggio, nella mia vecchia cameretta, ho avuto uno degli orgasmi più potenti della mia vita. Quando si dice: "meglio rimanere a casa che andare dietro agli amici!". Ciò che lamento è l'assenza di momenti fatti solo per me e lui. Può anche capitare che 3-4 giorni su 7 siamo fuori con la sua compagnia. Per carità, mi diverto, non penso ai miei casini, mi rilasso, ma è tutto tempo sottratto alla coppia e alla possibilità di conoscerci meglio, di confrontarci, magari anche di litigare, di studiarci. Non posso pretendere che dopo dieci anni di 'branco' da un giorno all'altro si allontani da loro e neanche lo voglio. Vorrei solo più spazio per noi due senza di loro. Senza dover per forza argomentare ogni nostra assenza, ogni nostro passo etc a terzi.
Con un filo di cattiveria ho maturato la convinzione che gli amici di Cisco siano tutte coppie che non hanno più niente da dirsi, allo sbando, dopo anni e anni di fidanzamento (alcuni come ben sapete non parlano neanche di convivenza figuriamoci di matrimonio) e cerchino la compagnia di altri per sentirsi meno soli, ma una coppia come la nostra agli inizi ha bisogno di slancio, di privacy, di solitudine.
"Basta che me lo dici...e non andiamo con loro. Ma dimmelo!"
"Ne avevamo parlato, l'argomento era già esaurito per me. Spero soltanto una cosa. Che non ci succeda come una ragazza che conosco. Che si è sposata ed ha divorziato dopo pochi mesi perchè suo marito la sera usciva con gli amici lasciandola sola in casa! Non aveva capito di essere MARITO e di aver maturato responsabilità diverse nei confronti della sua donna!"
"Ma stai scherzando? Io voglio farmi una famiglia con te. E' logico che quando staremo insieme non avrò più tempo da dedicare agli amici!"
Lo spero davvero. Usciamoci, ma non di continuo, chiedo solo questo. Forse l'ha capito.
Nella peggiore delle ipotesi mi sono anche immaginata un epilogo da brivido: io, intenta a far da mangiare al branco nella mia casa del futuro. "Se non metti dei paletti ora Suspence, te li ritroverai fissi in casa a mangiare per qualsiasi festa e stronzata a tiro!" mi ha detto mia madre sgranando gli occhi. Una volta al mese volentieri, ma una volta o più la settimana no!
Ecco anche perchè voglio trovare un appartamento nel mio quartiere e non nel suo. Il suo è come un piccolo paese immerso nella grande città, si conoscono tutti. Io non conosco neanche il fioraio sotto casa e ne vado fiera. Il più lontano possibile da quella gente. Non è cattiveria è sopravvivenza. Non voglio sacrificare il mio individualismo per la massa, per lo più una massa ghettizzata e lobotomizzata dalla tv trash dove regna il 'singolo pensiero' in cui non mi riconosco e con la quale non ho niente, davvero niente, in comune. Come volevasi dimostrare, intanto, una coppia storica della compagnia oggi si è mollata! Quando si dice aver la palla di vetro....l'ho sempre avuta.

La volta prima, parlando di tendenze, avevo espresso il desiderio di fare mia il prima possibile la borsetta Chanel 2.55 mantellassè.
La volta dopo, non ricordando forse da chi aveva sentito parlare di suddetta borsa, la migliore amica di Cisco mi dice tutta eccitata: "Ah, il mio prossimo acquisto sarà quella borsetta di Chanel 'imbottita'!"
"La Mantellassè 2.55!" le dico.
"Boh, sì, forse, non so come si chiama." Probabilmente neanche si ricordava che era un mio desiderio, non il suo.

La volta prima, sempre parlando di tendenze, avevo affermato che l'impermeabile di Burberry è un must per chi intenda mostrare la propria classe. Ad alta voce avevo fatto sapere che intendevo comprarlo.
La volta dopo in due si presentano in impermeabile (non Burberry costa troppo).
Oggi vengo a sapere che chi soffre di questa 'patologia' ha un nome: social climber.
Uno dei disagi più diffusi oggi riguarda il rapporto con la propria identità, percepita da molti come vuota, priva di fantasia, di capacità. La donna, ma anche l'uomo postmoderni, percependosi spesso come contenitori senza contenuti, sono alla ricerca di modelli da imitare. E quando ne trovano uno vicino, cercano di raggiungerlo ed emularlo.
Il social climber, è un personaggio irritante per chi viene "scalato", imitato fin nei dettagli. Tuttavia, il venire copiati è un segno di ricchezza: significa che si ha qualcosa da dare agli altri. Per una persona senza stile, trovarne un'altra che invece ne ha è un nutrimento prezioso. Quasi un comportamento da perenni adolescenti che si invaghiscono di personaggi famosi nei quali riconoscono risonanze del proprio sè, che poi assembleranno in vario modo nel corso della vita. Lasciarsi copiare - dicono gli spicologi - è in fondo un atto educativo, che la persona "piena", di idee e stile, deve fare per trasmettere all'altro quanto ha appreso. Certo, l'effetto eco è quasi intollerabile, almeno fino a quando non si capisce che si sta "iniziando" un'altra persona.
Bene prenderla sul ridere proprio come sto facendo io ormai da mesi.
In qualche modo anche tu dai una risposta alla crisi: ogni cosa che dici viene acquistata... potresti anche proporre per fare pubblicità :D Ma poi non si accorgono che tu la roba di cui parli non la compri? Mucchiodossa
Fondamentalmente è una corsa contro il tempo a chi lo compra prima. Contenti loro. La cosa che mi fa ancor più ridere è che la patologia si estende in egual misura al sesso maschile. Mio cugino poco tempo fa mi ha detto: "Ho comprato l'impianto stereo nuovo per la macchina, un mio amico non poteva essere da meno e l'ha rifatto anche lui...". Ma cosa siamo diventati?
Concordo.. finché han soldi da spendere...
Suspy, non arrenderti: è parecchio che volevo dirtelo e ne approfitto ora. Sono nella tua stessa situazione: valido lavoratore che non trova clienti e deve mandare avanti una casa. Mai arrendersi: perché se ti rassegni allora hai già perso. Mucchiodossa
Lo guardavo tra le braccia di suo padre non riuscendo a tradire la benchè minima emozione. 'Devi sorridere Suspence, è solo un bambino appena nato' pensavo, cercando di autodestarmi da quello stato di shock in cui ero caduta improvvisamente. Non ero pronta a rientrare in un ospedale dopo tanti anni e soprattutto non ero pronta psicologicamente a vedere un neonato. Perchè? Perchè fondamentalmente non ho accettato che dovrò per forza subire un cesareo (un domani) a causa dell'herpes genitale di cui soffro. Potrei trasmettere al bambino la malattia e minare la sua salute, motivo per cui è una prassi il cesareo in questi casi, solo così si evitano malattie. "Questa è una nuova ala dell'ospedale, qui si nasce in modo naturale, in piedi, nella vasca, come ti pare, stanza singola, ovviamente per chi non ha problemi, chi ha problemi partorisce nell'altro padiglione..."
Mi mancava l'aria, mi sentivo svenire. E mentre quella voce continuava a parlare, la voce dolce della puerpera, cugina di Cisco, sono uscita in corridoio accusando un malore a causa dell'eccessivo caldo. Sentivo un gran bisogno di piangere, di spaccare tutto, di mostrare la mia rabbia di donna 'diversa'. Cisco poco dopo è venuto a sedersi accanto a me. "Amore, che ti è successo?" Non riuscivo neanche a parlare. Volevo solo piangere e più mi guardava più gli occhi avrebbero voluto imperlarsi di lacrime. Ma non potevo, non lì. Sono rientrata a salutare i neo genitori e siamo andati via. All'aria aperta ho cercato di calmarmi e di pensare che nonostante tutto il cesareo ha i suoi pro. Può essere fissato tal giorno a tale ora e avrò accanto il mio ginecologo, il migliore di Milano che è anche ostetrico. "Tesoro, il vecchio male, come ti avevano detto a Roma, non è tornato, ma hai fatto bene a rifare un controllo qui da me. Ma è probabile che tu abbia problemi alla circolazione. Dopo la risonanza magnetica torna da me, vediamo cosa fare." Stringo i denti.
In questi momenti d'angoscia per l'Aquila ed i 26 comuni colpiti dal sisma non riesco a non pensare alla superbia della comunità scientifica nei confronti del lavoro pionieristico del semplice tecnico Gianpaolo Giuliani. Classico atteggiamento dei baroni accademici italiani verso la ricerca. Vergogna! Avete le mani sporche di sangue.

Avere parenti gioiellieri e non averne mai approfittato, per di più non essere mai entrata nel loro negozio. Quanti anni trascorsi a guardare la vetrina e a confabulare sotto voce con mia madre: "Guarda che fila c'è dentro, neanche vendessero il pane!". Perchè in fondo di gioielli e affini non ne ho mai sentito la necessità. E come guardavo male le amiche d'infanzia che mi costringevano a osservare per minuti interi quelle vetrine piene di anelli, braccialetti, collane, orologi facendomi perdere solo tempo prezioso. Il mondo dell'apparenza sotto questo punto di vista non mi ha mai trovata concorde. Amenità, frivolezze non necessarie. Gli accessori scintillanti non mi sono mai piaciuti e non ne ho mai chiesti. Almeno fino ad oggi. Adesso c'è una cosa che pretendo quasi allo sfinimento delle mie povere forze. Quasi un riscatto, sì quello è un 'riscatto' dal passato affettivo che in mano non mi ha lasciato niente se non l'amaro in bocca. Una conquista che pretendo a suon di diamanti.
"Vorrei vedere un solitario..." ho chiesto al parente contento di vedermi dopo anni e anni di silenzio.
Uno, dieci, cento solitari tutti uguali. Insignificanti, microscopici.
"No, la mia idea era qualcosa di più grande, splendente..." gli ho detto, pensando di valere molto di più di una cacchina di ragno incastonata in un anello di oro bianco.
E poi tra i tanti eccolo in tutta la sua potenza.
"Oro bianco, tutto tempestato di diamanti, non è un diamante solo. Se fosse un diamante solo di questa grandezza costerebbe sui 15.000 euro, ma sono tanti piccoli diamanti riposti l'uno accanto all'altro, l'ho fatto io personalmente. Costo sui mille euro, ma per te Suspence possiamo arrivare anche a 500!".
L'anello al mio anulare sinistro mi parlava, palpitava, sembrava vivo. Una luce splendente, abbagliante.
Una questione di principio, 'deve essere mio, dovrà essere mio', pensavo tra me e me imbambolata 'a costo di pagarlo a metà con Cisco' mi ripetevo.
"Sembra esser stato fatto su misura per te. Sai cosa facciamo Suspence? Te lo metto da parte. Quando sarà arrivato il momento porta Cisco..."
"Ma forse ci vorranno mesi, insomma, non so quando ha intenzione di regalarmelo, tra poco facciamo un anno, ma non saprei...non posso chiederti di metterlo da parte tutto questo tempo!"
"Ma scherzi? Per mia cugina questo ed altro!"
Sono riuscita solo ad annuire incredula.
Ha preso l'anello e lo ha riposto dentro un sacchettino col mio nome. Giace dentro un cassetto in attesa di essere indossato nuovamente dalla sottoscritta.
Cisco ha dato il suo benestare.
"Co..come sta Skipper?"
la domanda ha interrotto il silenzio del suo salotto, sapevo che avrebbe dovuto vederla in mattinata in ospedale. Ha raccolto i capelli in una coda di cavallo e aggiustandosi gli occhiali ha cominciato a tergiversare.
"Dimmi la verita, ti prego!"
"Cosa ti devo dire? Che vuole lasciarsi morire? Che spera ancora di poterti riconquistare? Che vomita ciò che mangia? Che non sta ad ascoltare neanche lo psichiatra? In quale ordine vuoi che ti dica tutte queste cose Suspence?" ha sospirato con voce ferma e decisa.
"Non potevi essere più diretta." ho esclamato accendendo la tv.
Non ho più proferito parola.
Intanto, l'esperienza facebook con la mia vera identità prosegue. Se solo avessi saputo prima degli effetti terapeutici del mezzo, probabilmente mi sarei iscritta prima. 'Piccole soddisfazioni crescono' di mostrare fin dove sono arrivata con le mie sole mani ad un branco di invidiosi che non avevano mai creduto in me. In modo particolare mi ha sorpresa l'esclamazione di un'ex compagna di scuola. Secondo lei, dalla vita avrei avuto un bel 'riscatto' nello studio, nella professione e anche in amore. Che non avesse mai avuto grande considerazione della sottoscritta già lo sapevo. Ma il suo affondo mi ha dato la possibilità, dopo anni, di vendicarmi a dovere con la seguente risposta: "Più che 'riscatto' direi 'servizio reso' se si decide di investire su se stessi a 360°". Non certo come lei che della sua vita ha fatto poco o niente. Touchè...dopo poco ha scritto:"Ho un lavoro di merda, che non dà soddisfazioni!" volevo sentirmi dire proprio questo ed ho capito di non essere una perdente.
Altra telefonata di lavoro stamane. Siamo a quota tre potenziali lavori, se solo gli interessati si degnassero di contattarmi. "Ciao Bella, ho visto (beep) stamani ti chiama prestissimo ha una lista immensa di cose da fare. Penserebbe addirittura di affidarti la gestione di (beep) e poi a fine maggio farà l'ufficio stampa al (beep) giocati bene le tue carte, questo credo sia una grossa opportunità comunque vada ti serve come esperienza. Velocità, precisione, massima disponibilità, pazienza e sorrisi a iosa".
Sarà fatto.

Ti dici di provare, in fondo, chi potrai mai rincontrare dopo tutti questi anni su facebook che ancora ti rammenta. Amici? Primi amori platonici? Persone perse di vista? Sei pronta a sobbarcartene il peso e a correre il rischio. In fondo non hai niente da nascondere della tua vera identità, anzi semmai hai di che mostrare con estremo orgoglio. Ti sei laureata, sei diventata giornalista, hai conosciuto un mucchio di persone. Ma non è da te Suspence, per questo per tanto tempo hai evitato di usare la rete per far pubblicità a te stessa.
Crea, invio.
Dopo 24 ore le richieste d'amicizia fioccano da ogni dove, dai colleghi che hai lasciato al vecchio giornale che ti mostrano solidarietà e ti tendono una mano, a persone che ricordavi benissimo ma che per ben ben dieci anni avevi riposto in un angolino della tua materia grigia in attesa di riemergere alla prima occasione. E così vieni a sapere che il tuo primo sogno erotico di adolescente, quel bel moro, alto che ti faceva venire i brividi è diventato un incursore delle forze armate.

"Che spreco vero, Suspy? Tutto quel ben di dio immolato all'esercito!" ti senti dire sconsolata dalla migliore amica di quel tempo.
"Sapevo che era militare ma non incursore. Eravamo tutte pazze di lui!"
E lo immagini stretto nella sua tuta mimetica col volto coperto da un passamontagna ed il mitra in braccio mentre nottetempo sfonda una porta per venirti a salvare nel covo di un fazioso gruppo di terroristi islamici in Afghanistan.
"Suspence, ma sei tu?"
"Sì, sono io...mi tengono prigioniera qui." e cadi tra le sue braccia pronta a concederti senza pudore come trama comanda nei romanzi rosa da quattro soldi che si trovano nei mercatini delle pulci.
Rido al pensiero di vederlo maneggiare una pistola, di possedere la lucidità necessaria per avere il coraggio di prostituirsi ed estorcere notizie dall'amante di un ricco petroliere russo o padroneggiare 5, 6 lingue a piacimento. Un James Bond dei nostri tempi. Sì, potrebbe farlo, non avrebbe difficoltà ad esserlo.
"Prima di entrare in accademia ha mollato la sua morosa. Non ha vita privata!" senti ripetere dall'amica di quel tempo. E le credi, non puoi che crederle con forte disappunto.
Quando l'ho rivisto l'ultima volta? Un anno fa, ero a casa dei miei. Slanciato, bellissimo, serio, compunto, quasi freddo e allora pensai: "la carriera militare gli ha fatto il lavaggio del cervello, peccato, pensavo fosse una persona più forte!" e guardando il profondo dei suoi occhi non potei non notare una qualche rassegnazione al suo triste destino. "Sono una civile per lui, niente altro." pensai allontanandomi col cuore in gola.
E poi volti pagina, non pensi più all'incursore ma alla cara amica delle superiori che ti ha chiesto amicizia e ti ha taggata in una foto di gruppo dell'epoca. Provi tenerezza al pensiero che adesso sia sposata ed abbia una bimba di due anni, ricordi tutto di quei tempi, persino una festa di Halloween del lontano 1997 a base di zucche, bare di cartoncino bristol e ragnatele.
Ma sei pronta anche a scontrarti col passato che non ami ricordare e che ti è costato ben tre anni di analisi. Avrai anche perdonato tutti ti dici ma la soddisfazione di cliccare su IGNORA alla loro richiesta d'amicizia ti eccita,ti esalta, ti fa sentire forte. E così una dietro l'altra IGNORA, IGNORA, IGNORA...ignoro chi scrisse sul proprio diario "Suspence puzza come una vacca!" per il semplice desiderio di denigrarmi. Chi mi pugnalò alle spalle, chi in questi anni ha tartassato mia madre al telefono per sapere che fine avessi fatto, se mi fossi laureata per la semplice voglia di farsi i cazzi degli altri etc...
Ricerchi Shirley in America e la trovi, ancora viva, ancora fortemente provata dalla fibrosi cistica ma col sorriso sulle labbra di chi non si arrende alla malattia. Ti metti persino in chiacchiera con il tuo vicedirettore che ti sprona a tirare fuori le palle nella vita, in qualsiasi situazione, in qualsiasi lavoro ed improvvisamente ti senti meno sola, protetta da chi ti vuole bene, da chi ti conosce, da chi ti ha conosciuto.
Persino Cisco si è iscritto "per controllare Suspence!" va dicendo ai suoi amici. Non ho paura a mostrare le mie foto mentre sono con Cisco, con i suoi amici, con tutte le persone che ho potuto intervistare in questi anni. La cosa che mi fa più ridere è che c'è un filo diretto sottile tra me ed il profilo di Suspence ma nessuno lo sa o potrà decrittarlo.

Quando meno te lo aspetti le persone che ti circondano hanno il potere di aprirsi come boccioli di rosa e mostrare la loro parte più sensibile, inaccessibile.
Ieri sera Cat, tra le mie braccia, mi ha detto presso a poco queste parole:
"Ho tante cose dentro che vorrei dirti, che devo dirti del nostro passato, ti prego non mi interrompere...Ho giocato molto sul mio lato stupido e capriccioso per conquistarti all'inizio non ottenendo altro che la tua indifferenza, così ho investito su di me.
Decisi che dovevo fare qualcosa per dimostrarti che ero una persona affidabile, che non ero tutta feste e cretineria.
Ho così ripreso in mano i vecchi tomi di medicina che, impolverati, mi attendevano sullo scaffale della mia camera ed ho ricominciato a studiare, parallelamente ho cercato di farti capire che in me c'era qualcosa di più di una semplice riccona alla moda, che avevo un cervello, e quando sono sparita dalla tua vita sconfitta, dopo averle tentate tutte con te, dopo esssermi sentita un oggetto buttato via senza pietà, improvvisamente mi hai cercata. Forse davvero in amore vince chi scappa, sai non ci avevo mai creduto prima di allora. Non sapevo perchè fossi venuta da me, come quella volta che mi baciasti per spregio urlandomi che quei baci non li avrei mai avuti da te, ma qualcosa dovevo averti trasmesso in quei mesi e anche se mi umiliavi pretendendo solo sesso all'inizio mi andava bene, ho calpestato anche la mia dignità per averti tra le mie braccia, rifarei tutto quello che ho fatto dall'inizio alla fine.
Solo una cosa avrei preferito, conoscerti in un altro modo. Cosa credi che non l'abbia mai sentito a pelle che avevi timore, paura del fatto che avessi ospitato Skip in casa mia quella volta che la picchiasti perchè pensavi ti avesse tradita con una sua amica? Mi odiavi per aver visto i suoi lividi, per aver curato le sue ferite, ero una minaccia per te che faceva anche un mucchio di domande per giunta. Ti vergognavi per quello che le avevi fatto ed io ero divenuta il capro espiatorio della tua rabbia.
E poi, giuro, mi innamorai subito di te, non appena Skip ti presentò, il cuore cominciò a battermi in petto all'impazzata lasciandomi senza fiato. Ogni volta che mi guardavi anche se con odio, sentivo esplodere le guance, balbettavo e per farmi forza facevo la cattiva, per stupirti, per colpirti. Skip era uno ostacolo, un grosso ostacolo, avrei fatto di tutto pur di rimuoverlo e mi sento in colpa adesso per quello che le è successo tanto quanto ti senti tu. Ma dovevi essere mia, mia e di nessun'altra. Quante volte ho desiderato i tuoi baci, quella volta in casa mia quando ti ho provocato nuda sul divano pensavo di avercela fatta, mi trattasti come una puttana. Volevo farla finita, davvero. Sapevo anche come fare...ma non ne ebbi il coraggio. Mi avevi distrutta dentro. Sei spietata e questo mi ha fatto innamorare ancor più di te. Sentivo, sapevo, che saresti stata quello che sei adesso se ti fossi innamorata di me, un'altra persona. L'approccio iniziale era sbagliato, era tutto da rifare, dovevamo rimettere in tavola tutto. Conoscerci veramente, metterci a nudo. Chissà forse eri già innamorata di me, ma non volevi ammetterlo. E pregavo piangendo tutte le sere che te ne accorgessi. La...La prima volta che piombasti di soppiatto a casa mia e mi dicesti di spogliarmi perchè mi volevi, mi sembrava un sogno. Poterti baciare, poterti toccare era più di quanto sperassi e anche se in quel momento mi sentivo tale e quale ad una ragazza abusata contro la sua volontà, perchè non ti avrei voluta a quel modo, mai, con quella rabbia, avevi la rabbia negli occhi, il furore, l'odio, però ero felice. Mi volevi punire, beh, l'hai fatto nel modo più sublime che potessi sperare. Ho assaporato tutto di quella prima volta. Tutto. I tuoi occhi la volta dopo non erano i medesimi, e anche la volta dopo ancora. C'era una luce nuova ed io speravo che quella luce fosse amore. Ero gelosa, gelosa marcia di Skip. Anche se sapevo che non la toccavi più da tempo, ma ero gelosa del tempo che le dedicavi. Ho sofferto tanto amore, tanto..."
Ho asciugato con le dita le lacrime che le imperlavano il volto e l'ho stretta tra le mie braccia più forte che potevo rimanendo in silenzio.
"Ti sarebbe così facile trovare lavoro nel giornalismo, sei una bellissima ragazza, se solo la sapessi dare Suspence!" mi guardava ridendo sorseggiando lentamente il suo americano facendomi capire a modo suo come gira il mondo. Come se non lo avessi già capito tanto tempo fa quando bazzicavo il mondo della moda, un mondo, se vogliamo, ancor più putrido di quello giornalistico. Lo osservavo cominciando ad avere paura delle sue parole. Si aspettava qualcosa? Ero in imbarazzo. Avevo accettato l'invito dell' ex collega solo per cortesia, proprio come avevo fatto due giorni prima con un altro ma solo ed esclusivamente per perorare la mia causa di occupazione, chiedendo una mano.
"Non sono il tipo. Non potrei mai, infatti non farò mai carriera..." ho abbozzato ridendo nervosa.
"Ma smettila, certo che lo so, non sai però quante ce ne sono pronte a prostituirsi. Vedrai comunque che una soluzione la troviamo!" mi ha detto ridendo "Questa estate vanno tutti in ferie al giornale forse abbiamo bisogno, parlerò col direttore". Ho tirato un sospiro di sollievo, i suoi occhi non erano maligni, non si aspettava niente, lo sapevo. O forse sotto sotto con quella frase gettata lì ci sperava? Gli uomini giocano a carte scoperte sempre. Se solo fossi una donna senza scrupoli avrei il mondo ai miei piedi. Ma non mi interessa farmi strada entrando nel letto di qualcuno.
Intanto ieri per puro caso ho incontrato per le strade del centro un'altro collega. Colui che si commosse quando me ne andai a dicembre.
"Hey Suspence, che combini?"
"sono serenamente disoccupata..." gli ho detto abbracciandolo forte.
"Ma come?! Non hai provato a sentire (tal dei tali)? Cerca una persona in gamba e tu lo sei. Aspetta che ti do il suo numero domani telefonagli! Digli che ti mando io! Stringi i denti, vedrai che qualcosa si muove".
Oggi ho telefonato e nei prossimi giorni mi chiamerà per un colloquio, ha davvero bisogno di una persona. Quindi adesso siamo a quota 'due' potenziali lavori se sommo l'ultimo colloquio che ho fatto. (organizzatrice di eventi sportivi n.d.R.)
Non volevo più scrivere sul blog per lungo tempo, lo confesso, perchè mi è doloroso spiegare la mia vita attuale soprattutto per quanto riguarda la salute che va male, ma mi sono ripromessa di farmi viva quando il dolore è attuttito dai medicinali.
Vado avanti ad aulin e medicine mirate per le vene. Devo fare accertamenti e spero mi operino. Sono stata da un chirurgo vascolare, anche lui come tutti quelli che mi videro cinque anni fa, prima di essere operata a Roma, brancola nel buio sul "varicocele femminile", non conosce i sintomi invalidanti sulle donne, per lui è molto più facile operare gli uomini. Non sa che noi donne sentiamo bruciare le pelvi, il condotto urinario e non possiamo fare l'amore dal dolore. Insomma è una cosa invalidante non riconosciuta e per di più può tornare. Difatti dopo cinque anni tutti i sintomi sono ricomparsi nella mia vita. Ho avuto diverse crisi isteriche perchè non mi sento aiutata dal mondo circostante. Mia madre è qui con me, non mi molla un secondo perchè ha paura che possa commettere qualche stupidaggine. Più volte ho invocato la morte e maledetto dio per avere questo disturbo che non mi fa vivere. Prendo il bromuro, piango e vado avanti. Cat e Cisco mi sono vicini, ma tendo ad allontanarli.
L'attesa è la cosa che mi fa più male. Mi faranno in tempi ragionevoli una risonanza magnetica con mappatura delle vene. "Potremmo sclerare (entrare con un sondino dal braccio, passare per il cuore e bloccare la vena varicosa con un liquido come cinque anni fa) le vene ovariche, non ci sono controindicazioni, e magari toglierti la safena così il sangue scarica a terra...vediamo!" Va a tentoni, non sa neanche lui cosa sarebbe meglio. Io vorrei solo tornare a vivere...lo spero tanto.
Ho letto il tuo ultimo post e mi dispiace davvero tanto che abbia questo malanno così destabilizzante. Non mi va di dire parole inutili che ben poco possono fare per alleviare le tue sofferenze. Spero solo che l'eccesso di sofferenza non scalfisca lo smalto di persona extra-ordinaria che hai sempre avuto.
In bocca al lupo, sono certo che tutto si sistemerà per il meglio. Alessandro
Tieni duro Suspy-pippi! Io son con te! :) Robi
Mi sei troppo simpatica e vorrei poterti aiutare: io credo di essere uscito vincente (almeno lo spero) dal tunnel del cancro...Comprendo la tua sofferenza e vorrei poter fare di più. Piero
Se non ho un lavoro, non posso sperare di andare a convivere con Cisco nell'immediato futuro. Mi lamento, piango, divento cupa. "All'inizio della nostra storia eri un'altra persona, avresti spaccato il mondo!" mi ha detto ieri sera guardandomi negli occhi attonito. Ed in casi come questi, di depressione, c'è solo un pensiero che ti balena alla mente. Piuttosto che portare nel baratro anche chi ti sta vicino, piuttosto di far vedere le tue lacrime incessanti, piuttosto di dimostrargli il tuo pessimismo, realizzi che l'unica via di uscita per logorarti da sola, in silenzio, è lasciare chi ti ama.
"Stai scherzando?! Non lo pensi davvero..non sono significati niente per te questi nove mesi insieme allora?" E ti senti dilaniare il cuore a sentirgli proferire quelle cose, a sentirlo soffrire come un cane per il semplice fatto che non riesci a reagire agli eventi della vita, ora men che meno. Vuoi solo proteggerlo, vuoi solo non fargli conoscere oltre questa maledetta parte di te che ti fa sembrare un treno deragliato, derelitto, abbandonato. Senti che gli hai mostrato solo la tua parte peggiore, e ne provi vergogna, quante cose avresti voluto dirgli in passato su qualsiasi argomento, culturale, politico, sociale, proprio come facevi con Tall, ma hai preferito tacere per non annoiarlo, per non farti etichettare come la maestrina Suspence, lo sai che aborra chi parla troppo. "Hai fatto male, devi aprirti con me, puoi parlarmi di tutto, io sono interessato a quello che dici!"
"Probabilmente non l'ho ancora fatto per paura di annoiarti...e la vera Suspence non è ancora riuscita ad uscire pienamente con te." gli rispondi cominciando a piangere. Ma continua ad amarti accidenti, continua a volerti, e piange perchè il solo pensiero di lasciarti lo uccide dentro.
"Non piangere Cisco, ti prego, non farlo!" E maledici la società che prima ti trova un lavoro e poi all'improvviso te lo toglie, facendoti ritrovare dalle stelle alle stalle in meno di 24 ore. Maledici i tuoi genitori per averti messo al mondo, maledici te stessa per aver vinto la battaglia della vita tra miliardi di spermatozoi perchè in fondo non ci stavi poi tanto male negli zebedei di tuo padre. "Amore mio devi cercare di credere di più in noi due e al nostro futuro, io ci credo ma dobbiamo essere in due!" ti dice abbracciandoti forte. E con le lacrime agli occhi ti ritrovi a dover compilare un modulo online dell'agenzia interinale Manpower per poter trovare una occupazione, una qualsiasi occupazione tu che in passato hai intervistato personaggi politici, della cultura e dello star system. A che è servito studiare? Se avessi smesso dopo le superiori a quest'ora avrei già avuto dieci anni di lavoro alle spalle, in qualsiasi settore...se...se...se fossi nata miliardaria come mia cugina, sarebbe stato tutto più semplice. Non vali un cazzo Suspence, un emerito cazzo!
eh no tesoro...sto leggendo il blog...così non va...ha ragione Cisco...Devi trovare la forza, la stramaledetta forza in te stessa tesoro...non puoi, non esiste che tu perda questa battaglia..nella vita ce ne saranno altre, piu grandi e piu dolorose...spaccalo questo mondo, appoggiati all'uomo che ti ama se non ce la fai da sola, se senti che ancora non hai la forza...ma cercala comunque questa forza...non ti far mettere i piedi in testa da questa società che non aspetta altro che tu crolli...
ricordati: ognuno è artefice del proprio destino e non c'è cosa piu bella che prenderlo per il colletto e dirgli : "ho vinto io!" G.
Altro buffet di laurea ieri sera per la ragazza con l'appartamento vista Madonnina.
"Sarà un aperi-cena, venite leggeri!" ma altrettanto leggeri siamo anche andati via e alle 11 di sera abbiamo visto bene di ripiegare in un locale poco distante per una pizza.
Molte le novità, come la partenza improvvisa per Londra della tipa che vuole sempre arrivar nei luoghi prima degli altri. Si vede che a qualcuno della compagnia è scappato detto che vuole lasciare l'Italia per fare una esperienza all'estero e lei in due settimane si è licenziata (contratto a tempo indeterminato), con i tempi che corrono da suicidio, e si è trovata una camera in un appartamento in affitto a Soho, il lavoro? Lo cercherà una volta giunta in UK. Beh, per un po' non sentiremo parlare di lei e la cosa mi delizia alquanto.
A patto che quando torni non ci rompa gli zebedei mostrando foto e raccontando di quella volta che...intanto ieri sera, senza che nessuno glielo avesse chiesto ci ha mostrato le foto in maschera del carnevale di Viareggio che ritraevano lei e il suo moroso vestiti da orso. Nessuno le ha dato relazione, per fortuna. Battendoci sul tempo, a nessuno del branco poi è venuta la voglia di andare a Viareggio.
"Sono sicuro che il suo moroso (amico di Cisco) andrà a trovarla qualche volta a Londra, poi la mollerà!" mi ha detto Cisco scuotendo la testa. Beh, non era forse stata lei a dirmi dopo neanche tre minuti che ci conoscevamo che stava col moroso ma in realtà non lo amava? In una situazione del genere, non ci sono legami che tengano, la Gran Bretagna l'aspetta a braccia aperte, ma che ci rimanga pure.
Persino la migliore amica di Cisco si è fatta prendere dall'ansia di superar gli altri (ma un po' l'avevo capito che anche lei era così). Siccome Cisco le avrà detto che con me va a fare Jogging, ha deliziato gli ospiti raccontando della sua prima esperienza di jogging col moroso.
Ero pronta a sentirmi chiedere come stessi per sgranare gli occhi dimostrando una salute di ferro. Ma nessuno ha chiesto, segno che Cisco non ha detto niente a nessuno. Eppure non ha potuto fare a meno di parlare al 'branco' della sua idea di aprire una attività commerciale con il moroso della neo-laureata. Tutti i suoi amici e soprattutto la tipa che partirà per Londra si atteggiavano a persone di mondo "Devi andare da un commercialista, vai dal mio..bla..bla..bla.." se prima pensavo che ne avrebbero fatto qualcosa di questo 'sogno' adesso penso che non se ne farà più di niente. Troppe bocche sul progetto, troppa invidia in giro e soprattutto troppi dubbi sollecitati dal branco capaci di mettere Ko Cisco ed il suo amico.
Per gran parte della serata Cisco mi è stato lontano fisicamente, come se non esistessi, giuro che se avessi avuto la macchina mi sarei alzata e me ne sarei andata via. Si comporta come se fosse sempre single e la cosa mi dà un fastidio immane.
Stanotte ho fatto un sogno tremendo, litigavo a fuoco con la migliore amica di Cisco che rideva come una cretina, e Cisco non solo le dava ragione ma mi lasciava. Mi sono svegliata di soprassalto alle quattro e sono riuscita a riprender sonno solo verso le sei. Sto cominciando a divenir gelosa di questi amici e meno ci sto insieme meglio è.
Intanto: "Ci venite domenica a fare un pic nic?!" proposta ovviamente avanzata dalla tipa che partirà per Londra. Cisco era serio, come per dire, devo chiedere a lei se è d'accordo. Io facevo finta di non sentire ridendo alle battute di un altro amico. Titubante mi ha chiesto se volessi unirmi al pic-nic e la tipa: "Eh? Avresti piacere?!" Probabilmente con la voce ho risposto si ma con gli occhi no. Non so mentire. E Cisco me lo ha ripetuto un'altra volta.
Sapete... accetto, accetto tutto per la semplice paura di sentirmi dire come mi disse Tall una volta: "Se non andiamo con gli amici ci annoiamo!" ma se dovesse arrivare quel giorno, questo viso non lo vede più.
Ho bisogno di vedere Giusy! Domattina alle 10!! Finalmente...io voglio stare con la mia migliore amica!!!
Rimango basito..Tutte le volte che parli della "compa" di Cisco..Mi sembrano tutti dei 18/20enni che fanno gruppo in modo da sentirsi più forti verso il mondo che li circonda!!
Fanno come i 300 di Leonida peccato che tra loro non ce ne sia uno con le palle tanto bravo da guidare il branco con la sua presenza e forza ma vedrai che quando andrete a convivere le cose cambieranno!! Simone
Tu dici? Lui è uno dei più accaniti per tenere insieme il gruppo. Parla sempre male di quelli che sono scomparsi dopo la convivenza o il matrimonio. Lui si farebbe impiccare piuttosto che sparire. Per farti un esempio, per ieri sera, è lui che ha telefonato a tutti per il buffet, per tenere tutti uniti, gli altri stranamente non hanno mai soldi nel cellulare per fare un giro di telefonate. E' proprio fesso.
Sono immaturi che faticano ad avere una individualità dal gruppo...il loro è un comportamento sbagliato non il tuo credimi, non farti strane idee, se loro fossero diversi
automaticamente li vivresti in modo più tranquillo anche tu. Ed è normale che desideri il tuo ragazzo vicino anche fisicamente in un contesto in cui non ti senti del tutto a tuo agio. Semplicemente hai una personalità ben definita che non ti permette di integrarti nella massa in modo passivo dunque meno male che sei cosi Roberta
Io sono per il "pochi ma buoni!" Il punto è che voi donne comunque non capite che amici e morosa sono due robe diverse non sono da mettere in ordine. E il tuo è indice di insicurezza secondo me ma di cosa hai paura? Perchè di paura si tratta. Robi
Che mi facciano litigare con Cisco pesantemente tanto darebbe ragione a loro (mi è già successo in passato con Tall)
Il punto è che ad esempio io ho imparato che dalle donne ti pigli le fregature dagli amici no quindi portato questo ragionamento all'estremo un uomo si fida di più di un amico che della morosa. Se Cisco ti chiedesse scegli tra me o Giusy. Tu chi scegli?
Giusy!
Ti sei risposta da sola. Dopo il punto è quando tu stai con i suoi amici come ti comporti
secondo me devi prederla più easy e non vedere un nemico dietro ad ogni faccia
voi donne avete questa tendenza che secondo me deriva dall'insicurezza Robi
E perchè la vostra di prendere perennemente fregature dalle donne cos'è? Non è insicurezza anche quella?!
Ciao Suspence,
come stai? Proprio ora ho finito di leggere gli ultimi post del tuo blog.. A volte mi chiedo come fai a resistere al fianco di Cisco...gli uomini sono così idioti a volte...io ci ho messo una croce sopra (quasi)...e soprattutto mi chiedo come riesci a mantenere una doppia relazione....Se io fossi in Cat nn riuscirei mai ad accettarlo...E ho paura che questo sarà motivo di discussione tra voi in un prossimo futuro...
Sai, una volta ti ho mandato una mail...credo molto tempo fa..ma non ricordo cosa ti scrissi...fore che ero nella tua stessa situazione, al tempo in cui stavi con Skipper..A proposito, come sta? Mi sono immedesimata molto in lei, deve aver sofferto tantissimo..ma purtroppo i sentimenti non si possono ignorare..Non devi sentirti mai in colpa per quello che è accaduto...Penso che le persone debbano essere un pò più egoiste (a cominciare da me) e pensare un pò più a se stesse. Non si può sempre far felici gli altri...
Vabbè, dopo questo ti saluto..sai, mi sembra proprio di conoscerti da sempre, e mi fa molto piacere poter interagire con te direttamente.
Un bacio.
A presto, su faccialibro.. :) Manuela